Ristrutturare… per non ammalarsi?

Vivere in un ambiente insalubre aumenta sensibilmente il rischio di ammalarsi. È questo che emerge nell’Healthy Homes Barometer 2017 appena presentato alla sede del parlamento europeo di Bruxelles dal gruppo Velux.

Secondo lo studio, un europeo su sei (l’equivalente della popolazione della Germania, per dare un termine di paragone) vive in un edificio “insalubre” (tetto che perde, infiltrazioni…), buio, poco riscaldato in inverno o troppo caldo in estate. In alcuni Paesi si parla addirittura di un immobile problematico ogni tre. Il che è molto grave, dato che le persone che vivono in un edificio “malsano” hanno una volta e mezza in più la probabilità di soffrire di problemi di salute rispetto a chi vive in una casa “sana”.

Oggi passiamo circa il 90% del nostro tempo al chiuso (due terzi a casa), è quindi evidente l’importanza della qualità degli immobili dove viviamo, lavoriamo o andiamo a svagarci. La cattiva qualità dell’aria di casa nostra porta ad una maggiore vulnerabilità del nostro sistema respiratorio tanto che le persone che vivono in una casa umida o con presenza di muffa hanno il 40% in più di probabilità di soffrire di asma (sono oltre 2 milioni gli Europei che soffrono di asma a causa dell’ambiente dove vivono). L’asma non è l’unico rischio: allergie, disabilità e morti premature sono collegate alla qualità dei nostri edifici. Pensate che il costo per la società europea per asma e malattie polmonari croniche è stimato in oltre 80 miliardi di euro all’anno, tra cure, medicine e minor capacità produttiva.

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Molte volte la cattiva salubrità di casa nostra è dovuta ad un’insufficiente riscaldamento invernale. In questo periodo di crisi economica, con il costo dell’energia che sale e redditi che si abbassano, il 45% degli Europei ha abbassato il riscaldamento invernale sotto il livello di confort. Una casa fredda, oltre non essere confortevole, ha tre volte in più il rischio di muffa e umidità, con i rischi alla salute di cui si parlava prima.

Come fare allora a coniugare la necessità di risparmiare sulla bolletta e il voler vivere in una riscaldata e salubre? L’unica strada percorribile, sempre secondo lo studio, è quella di ristrutturare gli immobili in cui viviamo per portarli ad una maggiore efficienza energetica. Tre case su quattro, infatti, NON sono alta efficienza energetica. E se consideriamo che il 40% di tutta l’energia consumata in Europa è utilizza da abitazioni ed edifici e che tali edifici producono il 36% delle emissioni di CO2 rilasciate nell’atmosfera, appare evidente l’urgenza di intervenire sui nostri immobili.

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Intervenire su un immobile in un’ottica di efficienza energetica significa, quindi, migliorare il nostro confort, migliorare il nostro stato di salute, ridurre il rischio di malattie e, nello stesso tempo, ridurre sensibilmente il costo nella bolletta. In più, oltre a tutti questi benefici diretti sulla nostra vita, daremo anche il nostro contributo all’ambiente (riducendo l’inquinamento e la produzione di CO2) e alla società in cui viviamo.

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